Cari amici, ho caricato le foto e anche un video e si è fatto tardi, per cui mi limiterò a dirvi che qui a Bali tutto va benissimo. C'è tantissimo da vedere e da fare e già ho visitato l'interno dell'isola con i suoi templi indù nelle foreste e le risaie terrazzate, ho fatto lezione di surf col mitico Bobby (personaggio incredibile, la foto dice tutto), che credo riproporrò ogni giorno ;), e ho conosciuto un bel po' di gente.
Favoloso il modo con cui mi sono imbucato all'Hard Rock Hotel (pazzesco) e mi sono messo a giocare a beach volley nel campo che c'è sull'isola artificiale al centro della sua piscina con dei ragazzi australiani!Sono stato fiero di me!;D Poi vi racconterò meglio...
Cosa notevole è la presenza delle scimmie qui sull'isola, e ovviamente non ho potuto che pensare a te, caro Ale Giaco, che tanto amore hai per questi simpatici quanto dispettosi animaletti!Ti piacerebbe qui, cioè voglio dire, le scimmie qui vanno anche in moto! ;)
(notate come controlla se arrivano macchine prima di immettersi sulla carreggiata!)
Per ora vi saluto e vi aggiornerò con più dettagli nei prossimi giorni!
Un abraccio
Ed eccolo di nuovo qui il vostro momento di stacco preferito, la vostra isola di svago. Lo so che ormai non potete più fare a meno di controllare il blog per rilassarvi e vedere che succede... Ahah! ;)
Prima di tutto colgo l'occasione per fare tante angurie a Vicky che con questa scusa del fatto che sono lontano riceverà un regalo particolarmente grande ed esotico, quindi tanto male non le va...:D Tanti auguri!
Qui tutto benissimo. Sono a Cape Tribulation. Qui finisce la strada asfaltata della costa orientale australiana e proseguendo verso nord ci sono solo un paio di villaggi e la costa corre verso la fine della penisola di capo York in terre totalmente selvagge.
Mi trovo all'interno del Daintree National Park e precisamente in quello che è chiamato "The dark side", chiamato così perchè si trova al di là di un grosso fiume (abitato da Crocs) che non ha ponti. Per giungere da questa parte ci si serve di una chiatta che funziona solo dalle 6 a mezzanotte e quindi fuori da questi orari si è totalmente isolati. Inoltre qui non arriva la corrente elettrica nazionale, e la poca gente che abita qui la produce da sè con pannelli solari o generatori. Pensate che fino al 1983 in questi luoghi non esisteva assolutamente niente.
Ho visitato Port Duglas, località dalla curiosissima storia (lunga da raccontare qui) dove hanno casa tantissimi personaggi come Russel Crowe, Kilie Minogue, il presidente Clinton e compagnia bella e poi sono stato in una serie di foreste e anche al Mossman Gorge, un fiume ritenuto sacro dagli aborigeni che abitano queste zone, che sono anche gli unici a cui è consentito vivere qui per via della loro cultura dei luoghi e attaccamento fortissimo agli stessi.
La sensazione qui è proprio quella di trovarsi ai confini del mondo conosciuto...mi sarebbe piaciuto vivere ai tempi di Cook e imbarcarmi con lui, o magari fargli concorrenza con un mio vascello! ;)
Anyway, adesso mi trovo sul bus, di ritorno per Cairns dove starò un altro giorno prima di volare per Bali. A cairns c'è Leonardo, il ragazzo di Firenze che da Fraser Island viaggia insieme a me e Akiko, ragazza giapponese, anche lei conosciuta a Fraser, che vive e lavora a Cairns e con cui ci siamo rivisti una sera (c'è anche una foto). Akiko non si capisce quanti anni abbia: ha vissuto anni a Londra, in Giappone, adesso a Cairns e ha viaggiato tantissimo per via della sua passione per il diving, di cui si definisce una fanatica, andando in posti anche molto remoti e fuori dalle rotte turistiche come Repubblica di Palau e Papua Nuova Guinea.
Un paio di giorni fa sono stato sulla Great barrier reef. Una esperienza bellissima. Mi sono limitato allo snorkeling (anche se il diving inizia a stuzzicarmi) e ho visto cose meravigliose che però purtroppo non potrò farvi vedere dato che non sono munito di underwater camera.
Ho nuotato sott'acqua con una tartaruga marina verde bella grossa e l'ho anche toccata mentre nuotavamo insieme, poi c'erano mante, anemoni con Nemo e famiglia dentro che sbucavano, pescioni Maori di un metro buono, stelle marine di tutti i colori, conchiglioni grandi il doppio di me che appena li toccavi si richiudevano e anche un piccolo squaletto leopardo...;)
A bordo s'è anche mangiato cose di capriccio e anche qui s'è conosciuta gente, manco a dirlo.
Una bella "masculiata" quindi per la fine di questa meravigliosa Australia che spero mi rivedrà in un tempo non troppo lontano.
Stasera, che è anche sabato, si esce con gli amici, si comincerà prendendo le solite Jugs (brocche) di XXXX o di VB (due birre locali) e si enjoyerà la serata.
Enjoy the rest of your day too and have fun! ;)
Ciaooo
Cari amici, giunto al 40esimo giorno di viaggio mi pare il caso di fare una piccola riflessione.
Quando si sente la spinta di fare un viaggio come questo da soli non si sa bene effettivamente cosa è che veramente ci spinge, o meglio, si hanno tanti motivi che fanno un po' di confusione.
Prima di partire lessi una frase:"...ci sono ragioni profonde per mettersi in viaggio:pruriti e pizzicori al ventre molle dell'inconscio.
Andiamo dove dobbiamo andare e poi cerchiamo di capire cosa ci faciamo là."
E poi c'era Baudlaire che diceva:"...i veri viaggiatori sono coloro i quali partono per partire...e senza sapere perchè dicono sempre: Andiamo!"
Se si è in grado di seguire questa voce fino in fondo e partire, alla fine si sarà senz'altro premiati e appagati.
Sono convinto che in viaggio da soli, e a contatto con la natura, il confronto con gli elementi, oltre che un diverso rapporto col tempo, che asseconda i propri ritmi personali e nient'altro, ci mettano in una condizione di privilegio, dove le cose importanti appaiono ovvie e si trovi una dimensione più giusta e più vera.
Allora arriva un momento in cui tutto appare perfetto, come perfetta diventa la vita quando ci accorgiamo che basta semplificare per godere.
Questo del semplificare è un concetto che tutti dovremmo considerare di più. Capisco che sembra pura retorica, ma penso proprio che sia la pura verità; e se quando siamo travolti dai ritmi del tram tram quotidiano, scadenze, lavoro e quant'altro questo ci sembra solo un qualcosa di astratto che sappiamo essere giusto, ma che rimane il più delle volte solo un'idea, in viaggio invece è qualcosa che prende una forma concreta e possiamo mettere in pratica.
Viaggiare, infatti, per sua natura, richiede semplicità: si ha a disposizione lo stretto necessario e ci si adatta alle situazioni.
Sapersi adattare è molto importante dato che viviamo in un mondo con altra gente che, la maggior parte delle volte, ha gusti, bisogni, usi e costumi diversi dai nostri e quindi un atteggiamento di apertura verso il nuovo non guasta.
Alla fine d'altronde "why not?" è uno slogan per una vita interessante...no? ;)
Ora basta che mi sto aggravando (e non vorrei che lo share del blog subisse colpi troppo duri) e mi sa che mi sono anche esposto fin troppo.
Sono reduce da due giorni a Magnetic Island, isola subtropicale nel nord del Queensland. Diciamo che non mi ha fatto impazzire, per cui alla fine ecco qualcosa che viene a smorzare l'entusiasmo dilagante che ha caratterizzato tutto il viaggio fino ad adesso. Attenzione però, non ho detto che mi ha fatto schifo e ho fatto anche cose toche, ma avendone letto grandi cose mi aspettavo di più (come sempre avviene).
Poi bisogna anche dire che all'arrivo sull'isola ero appena di ritorno da paradisi come le Whitsundays e Fraser Island...povera Magnetic Island.;)
Highlights: visita di un forte della seconda guerra mondiale raggiunto dopo un'ora di camminata/trekking, un percorso di trekking/free clibing panoramico molto bello e visita di un parco dove ho avuto incontri ravvicinati di vari tipi con una vasta gamma di animali (vedi foto).
Come di consueto vi scrivo dal bus della Greyhound che mi porterà stavolta a Cairns, città ai confini di quella che è la Rainforest più antica del mondo (più dell'Amazzonia!), e dove mi aspettano Whalewatching, Great barrier reef, e ovviamente la sopracitata foresta pluviale.
See ya guys!
Cheers
PS:Uheilla Gheffe che si dice?Ci sei anche tu?Luci?Simo? ;)
poco scùuuuuu!!
Cari amici, avete presente le immagini delle riviste delle agenzie di viaggio?o i poster pubblicitari delle creme solari?le classiche cartoline?Tutta roba un po' tarocca il più delle volte, figlia di photoshop...
I posti dove sono stato in questi giorni hanno nomi come Daydream island o Whithaeven beach e sono davvero paradisi terrestri che fanno impallidire tutta la roba sopra citata.
Le chiacchere stanno a zero davanti a certe immagini.

Le isole Whitsundays, un parco naturale composto da 72 isole vergini dove la sabbia delle spiagge sembra cipria finissima di Chanel. La sabbia è morbidissima e il colore dell'acqua incredibile. Facendo snorkeling tra i coralli mi sono trovato a nuotare con il pesce più grande con cui mi sia mai trovato a nuotare, veramente hudge e massive, come continuavano a ripetere gli altri che l'avevano visto. A bordo un bel gruppo, Capitano della barca molto carismatico, e Deck man (addetto alle vele) una bella sagoma anche lui ;)
Il Capitano si è dilettato in una serie di BBQ niente male e la sera passava facendo una serie di giochi di società anglosassoni dove modestamente anche io mi sono alquanto pregiato.;)
Just amazing!
Vi scrivo dal bus che fa strada per Townsville, cittadina dove dormirò una notte e domani mattina prenderò il ferry per Magnetic island, luogo dove una serie di viaggiatori di cui ho letto hanno trovato il paradiso, ma questo si vedrà.
Prima di prendere il bus sono stato in un locale con i compagni di barca di questi giorni a prendere un paio di birre, ci siamo scambiati le email ecc. e dopo, arrivato alla fermata, ho conosciuto un ragazzo di Londra, anche lui in viaggio per l'Australia, che ha preso il mio stesso bus. Poi sul bus mi ha anche regalato uno di quei braccialetti di silicone di una catena di locali australiani che dà la possibilità di entrare per avere una connessione wifi gratuita.
Stavo pensando a quanto sia facile in questa situazione fare nuove conoscenze e avere conversazioni "vere", e a quanto sia invece, per assurdo, molto meno facile nella propria città.
Anyway, io sono quasi arrivato e mi devo ricomporre.
Alla prossima!
Sipario.
Blem bleeem blebleeem...(sigla del Maurizio Costanzo Show)
:)
Cari amici ascoltatori, come la va?!?
Chiedo scusa per la mia assenza dal blog, ma negli ultimi giorni sono stato in un luogo davvero selvaggio dove le comunicazioni erano molto difficili.
Come già accennto nel post precedente sono stato a Fraser Island, l'isola sabbiosa più grande del mondo, un posto assolutamente unico nel suo genere. 120km per 25km di sola sabbia, foresta e laghi di purissima acqua cristallina che si poteva anche bere. L'isola non è mai stata attaccata al continente per cui è molto pura e con un proprio habitat unico. Si è formata nei millenni sottraendo all'oceano un po' di spazio alla volta, con l'accumularsi di sabbia giorno dopo giorno, ed è tutt'ora in crescita. Ci si muove solo con mezzi 4x4 dato che le strade sono solo di sabbia e sulla costa est c'e la famosa 75 mile beach, che corre per tutta la lunghezza dell'isola e sembra senza fine, e che viene usata come una vera e propria autostrada, ma anche come pista di atterraggio per gli aerei...senza distinzione!
Quindi è frequente mentre si guida vedere un aereo che sta per venirti addosso, ma la spiaggia è larga quindi don't worry, ci si sposta con grande tranquillità e come se niente fosse si prosegue...;)
I due giorni di escursioni nell'isola sono stati molto belli come si può vedere anche dalle foto, il gruppo era "troppo grazioso" e abbiamo avuto abbastanza 'ulo col tempo (come direbbe il ragazzo di Firenze che ho conosciuto), dato che pioveva la notte e di giorno è stato sempre bello.
Bellissime le camminate per attraversare tratti di foresta totalmente incontaminata, passando anche per "creeks" e ruscelli, circondati da alberi ultracentenari, liane e ogni sorta di uccello e sempre all'erta per eventuali dingoes (una specie di coyote selvaggio e molto puro che abita l'isola).
Notevole il contributo al gruppo di un quartetto di sedicenti avvocati Koreani, che onestamente, tutto sembravano, tranne che avvocati. Appena vedevano un ruscello, un laghetto, fate conto che già ci si erano buttati come se avessero attraversato il deserto per giorni, e poi "giocavano" con l'acqua, schizzandosi e cose del genere. Per non parlare delle foto che si facevano (cosa che però ho notato con moltissimi orientali fin ora, in tutti i posti dove sono stato). La foto tipo era: mettersi con uno sfondo notevole e saltare ripiegando le gambe all'indietro, facendo gesti vari con le mani, e, se il compare non scattava quando l'altro era al culmine del salto la cosa si ripeteva finchè non veniva bene. Per cui stavano anche botte di 10 minuti per una foto. ;)
Poi Ale Bruno, sappi che la sera al bar/discoteca/salabiliardo/ristorante dove cenavamo e passavamo la serata, erano molto peggio di "pare ca unni vitte mai discoteca"! :D
Comunque è stato divertente e, a parte Leonardo di Firenze (che fa un giro in Australia molto simile al mio e con cui ci si vedrà magari anche dopo) ho conosciuto giapponesi, australiani e canadesi.
Ora sono sul bus che nottetempo mi porterà ad Airlie beach dove mi imbarcherò dopodomani in una barca a vela per un paio di giorni. Destinazione Whitsunday islands, googlate un attimo se ve la sentite, che ve lo dico a fare...;)
Stiamo per arrivare e passerò la giornata ad Airlie beach che, stando a quello che ho visto fin ora, sarà di certo un posto rilassato, solo con un clima più caldo, dato che sono salito molto in 12 ore di bus e mi avvicino sempre di più ai tropici. Mi sa che da ora in poi potrò salutare le scarpe anche io, in tipico aussie style!;)
Take care.
Ciaoooo